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Gradi Difficoltà Scialpinistiche

La prima scala di valutazione delle difficoltà scialpinistiche fu introdotta negli anni '40 dal francese Gérard Blachère. La scala Blachère prevede tre gradi: MS - medio sciatore: pendii facili, fino a 30° gradi. BS - buono sciatore: pendii fino a 40° gradi, per tratti brevi e poco esposti. OS - ottimo sciatore: pendii anche oltre 40° gradi, passaggi obbligati ed esposti. L'eventuale aggiunta di un’A (MSA, BSA, OSA) indica la presenza di difficoltà alpinistiche, come tratti rocciosi o ghiacciai.

Il progresso tecnico e l'evoluzione dello scialpinismo hanno portato a una nuova definizione del sistema di valutazione, che si è diffuso nella letteratura scialpinistica dalla fine degli anni '80. La scala Blachère - ritenuta troppo soggettiva, poiché basata sul livello dello sciatore - è stata sostituita dalla scala alpina. Questa integra una valutazione globale della difficoltà - espressa con i gradi dell’alpinismo - con una valutazione specifica della difficoltà della discesa - espressa con la scala originariamente introdotta da Philippe Traynard.Le valutazioni possono essere affinate con segni più o meno (es. PD+). I primi tre gradi corrispondono all'incirca ai gradi della scala Blachère: F=MS, PD=BS, AD=OS; i gradi più alti riguardano lo (pendenze oltre i 40/45 gradi) e lo sci estremo.

La difficoltà in discesa si esprime con la scala: S1- itinerario facile che non richiede tecnica particolare. S2 -pendi e valloni ampi, fino a 25° gradi. S3- pendii fino a 35° gradi; richiede buona tecnica su ogni tipo di neve. S4- pendii fino a 45° gradi senza forte esposizione; tra 30° e 40° gradi con esposizione forte o passaggi stretti; richiede una tecnica ottima. S5 - pendii da 45° a 50° gradi senza forte esposizione; a partire da 40° gradi con esposizione forte. S6 - pendii oltre i 55° gradi senza forte esposizione; a partire da 50° gradi con esposizione forte. S7- passaggi a 60° gradi o più, salto di fasce rocciose su terreno molto ripido o esposto. Tutte le valutazioni presuppongono un itinerario in "condizioni di normalità", cioè con condizioni meteorologiche e del manto nevoso buono, non necessariamente ottime.