QUALCHE RICORDO IN 50 ANNI DEL CAI

QUALCHE RICORDO IN 50 ANNI DEL CAI

tratto dall'annuario della sede, anno 1995

Sesto Calende. via XX Settembre, è sera alla trattoria del vapore. Dopo la solita giornata di intenso lavoro,prima del rientro a casa, un gruppo di amici, accumunato da una grande passione per la montagna, si ritrova per scambiare le impressioni della giornata.

La loro estrazione sociale era varia, chi aveva responsabilità nella grande industria aeronautica, la storica SIAI- Marchetti, chi lavorava alla Vetreria Lombarda, altri nelle aziende commerciali sestesi, chi ancora era studente. ln quei pochi momenti di spensierata gioventù ci si concentrava sul modo di realizzare una domenica diversa magari fuori dal paese: fra i grandi problemi che la guerra in corso ci poneva c'era l'impossibilità di poter circolare liberamente.

Pur con questa difficoltà il nostro gruppo conosceva molto bene le nostre montagne. Ricordo Teo. Talamini Matteo, nativo del Cadore nel cuore delle Dolomiti. Eber Barbieri, eccelso conoscitore delle più vicine Grigne. il giovanissimo Gianni Boll ini appassionato di sci, ed ancora l'Ada Besozzi. ragazza tutto pepe, che veramente adorava la montagna. Non bisogna dimenticare I'Edi,Dreossi Edoardo, l'animatore del gruppo, per lui l'amicizia era la cosa più importante in quel periodo così buio della nostra storia. Non vorrei dimenticare nessuno, ma i miei ricordi dopo tutto questo tempo si fanno più fievoli. Bè, ricordo ancora l'Agostino Corbani, l' ing. Ravizza . lrenea Buscherini, il Dott. Giardini e consorte e altri ancora. Come dicevo il problema maggiore era la quasi impossibilità a spostarsi liberamente perchè la guerra ci regalava posti di blocco un po' dovunque, l'assenza di comunicazioni regolari e di mezzi di trasporto , benzina quasi introvabile, mentre l'auto era un sogno irreale. Ma la nostra passione era vera, la voglia di fare tanta. Quando non si trovava la soluzione per spostarci la domenica ci si ritrovava il più delle volte alla "montagna" di casa nostra, il mitico Sas de Preja Buia.

Finalmente. nel mese di maggio del 1945, finalmente la pace: e subito, senza perdere tempo, si fa richiesta alla Sede Centrale di Milano:"Vogliamo una Sezione CAI anche a Sesto!". La domanda viene accettata e il nostro gruppo che aveva affrontato la guerra si trova a confrontarsi con un po' di titubanza con la gestione di una Sede CAI. Il primo problema è quello di creare la Sezione con il Consiglio direttivo, come imposto dalla Direzione Centrale del C.A.I. Come primo presidente si elegge un giovane, Gianni Bollini, successivamente emigrato in  America nei dintorni di Los Angeles, dove vive tuttora. Credo che la scelta in questo giovanissimo sia stata dettata dalla volontà di credere nel futuro, che questa decisione, esaltando per prima le doti della speranza, abbia posto le basi per una lunga vita del neonato sodalizio.

Ormai la sezione era costituita. Eravamo all'inizio dell'estate, era tempo di realizzare tutto quello che da troppo tempo ci era stato negato. Non dovevamo però pensare solo a noi stessi, lo statuto che avevamo sottoscritto recita all' Art.1: è obbligo delle Sezioni promuovere la pratica e la conoscenza dell'alpinismo, lo studio e la difesa dell'ambiente montano e in particolare delle montagne italiane. Per questo eravamo impegnati a propagandare tutte le nostre gite che regolarmente riscuotevano buon successo. La prima vera gita alpina che organizzammo non poteva avere meta diversa che il Monte Rosa. Questa montagna, bella e imponente, è troppo familiare agli occhi dei sestesi che, nei giorni più limpidi la vedono specchiarsi nelle acque del lago. La relazione della gita e l'elenco dei partecipanti compare nella pagina che il socio Dreossi illustrò, con dovizia di particolari, sul primo registro delle gite. Furono due giorni indimenticabili, il 28 e 29 giugno del 1945, con salita al Rifugio Zamboni e scalata al Pizzo Bianco. Scorrendo le pagine di quel registro sento ancora oggi la grande passione che ci animava .

Successivamente fu organizzata una tendopoli all'Alpe Pedriola nelle vicinanze del rifugio Zamboni. Barbieri Eber e Teo fanno una scommessa per la modesta cifra di Lire 2: scrive Dreossi sul registro delle gite per i posteri segnalo che il costo di un uovo è di L. 26 ". La scommessa, figlia di un puntiglio, di spirito di emulazione e da un po' di sano campanilismo, portò i due amici sulle mitiche Dolomiti. Che da Sesto distano più o meno 500 km: cosa saranno mai, penserete voi, abituati a fare 1000 km al giorno con la macchina. Ma in bicicletta, con il bagaglio, e poi con le strade le biciclette di allora ve lo lascio immaginare!

l mesi passavano e la vita della Sezione era ormai una bella realtà confortata da un numero sempre crescente di soci che fugava il timore di non riuscire ad interessare un vasto strato della popolazione. Dreossi verbalizza l'assemblea per il r innovo del Consiglio Direttivo che si tenne il 19 gennaio 1947. Vengono eletti consiglieri Praderio Luigi, Barbieri Eber, Tornei, Ravizza, Villa, Bottazzi, Buscherini, Michelini, Bossi, Bollini. Nella stessa riunione venne eletto Presidente della Sezione il Comm.Aldo Capè, grande industriale aeronautico e comproprietario della gloriosa SIAI- Marchetti, personaggio che dava una sicurezza sia economica che gestionale al sodalizio. Queste favorevoli condizioni spronarono il Consiglio Direttivo. Nel maggio di quell'anno una gita ciclo turistica in Val Formazza condusse alcuni soci fino al lago Vanino. Non si sa bene in che modo ma i nostri riuscirono ad ottenere gratuitamente, dai responsabili della Società 7 Edison, l'uso di una baita della società, prospiciente l'invaso artificiale appena ultimato. Subito organizzammo un gruppo con il compito di allestire i locali e renderli agibili. Partecipammo ai lavori al gran completo e devo dire che lo spirito di sacrificio di tanti soci fu veramente esemplare.  lavori si svolsero dal 4 al 17 agosto del 1947: i più assidui furono Daverio, Dreossi, Gallo, Stampino, Migoni, Praderio l'ing Bruni, coi quali collaborò un gruppo di circa 20 soci che si alternò al rifugio nel mese di agosto.

Sebbene molto impegnati i soci non mancavano di organizzare durante l'anno parecchie gite: si visitavano celebri località come Oropa, Sestriere, Cervinia, S.Moritz. Nel 1948 venne riconfermato come Presidente il Comm. Capè. Tante gite anche quell'anno: Madesimo, la Val Formazza avendo come campo base il nostro rifugio, Candoglia con la visita alla cava di marmo del Duomo di Milano, e infine sulle montagne di casa all'Alpe Cuvignone sopra Cittiglio.

Purtroppo però questo periodo così brillante non poteva durare per sempre. La crisi industriale stava attanagliando anche la laboriosa Sesto e di conseguenza tanti soci, pur animati da vera passione dovettero pensare al proprio avvenire. Tanti di loro lasciarono Sesto Calende cercando lavoro altrove, così per la nostra sezione iniziò un declino che durò parecchi anni. Solo la tenacia di un socio permise alla nostra Sezione di sopravvivere. Tutti noi dobbiamo tanta ri conoscenza al socio Barbieri Eber che riuscì, con granitica volontà, a mantenere attivi una quarantina di soci. Con questo i miei ricordi si esauriscono, è tempo di lasciare spazio al futuro.

Il mio sogno ricorrente è riuscire a vedere tanti giovani amare la montagna e impegnarsi con tutte le forze per mantenerla bella, libera e pulita come noi l'abbiamo scoperta.